AGGIORNAMENTO LUGLIO 2026
Il quadro normativo dell’Iperammortamento 2026–2028 è oggi pienamente operativo. Dopo i chiarimenti ministeriali e l’attivazione della piattaforma GSE, le imprese possono avviare l’iter per accedere all’agevolazione. Sono stati superati i dubbi interpretativi emersi nei primi mesi del 2026, compreso il precedente vincolo relativo all’origine UE/SEE dei software. L’attenzione si concentra ora sugli aspetti realmente determinanti per l’accesso al beneficio: integrazione con i processi produttivi, interconnessione dei sistemi e corretta predisposizione della documentazione tecnica.
Check-list: i documenti da predisporre
Per affrontare correttamente l’iter previsto dall’Iperammortamento è consigliabile predisporre fin dall’inizio tutta la documentazione necessaria:
comunicazione preventiva al GSE per la prenotazione delle risorse;
conferma dell’investimento entro i termini previsti, con evidenza del pagamento dell’acconto richiesto;
contratto e conferma d’ordine con la descrizione dettagliata del progetto e delle funzionalità implementate;
documentazione tecnica che dimostri l’interconnessione e l’integrazione del software con il processo produttivo;
- perizia tecnica asseverata o autodichiarazione, nei casi previsti dalla normativa.
Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) lo Stato cambia passo nel sostegno agli investimenti tecnologici delle imprese. Dopo anni centrati quasi esclusivamente sui crediti d’imposta dei piani Transizione 4.0 e 5.0, torna l’iperammortamento, uno strumento pensato per favorire investimenti strutturali e di lungo periodo.
La misura riguarda gli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate in Italia ed è accessibile a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione. A fare la differenza non è “chi investe”, ma in cosa e come si investe.
Per il periodo 2026–2028 l’iperammortamento diventa quindi una leva importante soprattutto per chi punta su software industriali e sistemi digitali avanzati, strettamente collegati ai processi produttivi.
Perché l’iperammortamento è diverso dai crediti d’imposta
A differenza dei crediti d’imposta, l’iperammortamento non genera un beneficio immediato. Il vantaggio fiscale si ottiene nel tempo, attraverso una maggiorazione delle quote di ammortamento che riduce progressivamente il reddito imponibile.
In pratica il beneficio è distribuito su più anni, premia investimenti che creano valore duraturo e spinge le imprese a pianificare.
È una logica particolarmente adatta ai software industriali, che difficilmente producono ritorni immediati ma incidono in profondità su efficienza, controllo dei dati e organizzazione dei processi.
Software agevolabili: conta il legame con la produzione
Non tutti i software possono beneficiare dell’iperammortamento. La norma richiama i beni immateriali dell’Allegato V, ma l’elemento decisivo è l’integrazione con la produzione.
Il software è agevolabile solo se:
è collegato ai sistemi di fabbrica;
interagisce con macchine, impianti o flussi produttivi;
contribuisce all’automazione, al monitoraggio o all’ottimizzazione dei processi.
Rientrano quindi soluzioni come MES, SCADA, Industrial IoT, sistemi di tracciabilità industriale, cybersecurity OT, Digital Twin e applicazioni di AI industriale, purché realmente integrate nel contesto produttivo.
Restano invece esclusi i software generici o puramente amministrativi, come ERP o CRM non connessi alla fabbrica.
Il punto chiave è questo: non basta acquistare un software evoluto, serve un progetto di digitalizzazione coerente e dimostrabile.
Cosa possono fare oggi le imprese
Con il quadro normativo ormai definito, le imprese possono concentrarsi sulla progettazione dell’investimento. È fondamentale verificare che il software sia realmente integrato con i processi produttivi, predisporre l’interconnessione tra i diversi sistemi e raccogliere fin dall’inizio tutta la documentazione tecnica necessaria. Una pianificazione accurata consente di semplificare le successive verifiche e di affrontare con maggiore sicurezza l’iter previsto per l’agevolazione.
Tempistiche da ricordare
L’Iperammortamento riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Dal 12 giugno 2026 è attiva la piattaforma del GSE per l’invio della comunicazione preventiva, necessaria per prenotare le risorse disponibili. Dopo la prenotazione, le imprese devono trasmettere la comunicazione di conferma entro i termini previsti, attestando il pagamento dell’acconto richiesto.
Gli investimenti devono essere completati entro il 30 settembre 2028, mentre la comunicazione finale dovrà essere trasmessa entro il 15 novembre 2028, completando così l’intero iter amministrativo.
Dalla norma all’innovazione reale
Il nuovo iperammortamento non è una misura “automatica”. Richiede una corretta qualificazione dei software, coerenza tra tecnologia, processi e strategia fiscale, documentazione adeguata e una progettazione attenta dell’interconnessione tra i sistemi.
Affrontarlo con metodo e con una consulenza qualificata significa trasformare un incentivo fiscale in un vero progetto di innovazione, evitando errori che possono comprometterne i benefici. Un investimento ben progettato non consente solo di accedere all’agevolazione, ma diventa anche l’occasione per costruire un sistema informativo più efficiente, integrato e pronto ad accompagnare la crescita dell’impresa.


